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LEONARDO disegnato da HOLLAR

CON GRANDE entusiasmo presento il primo evento della Fondazione che mio marito Carlo ed io abbiamo fortemente voluto qui in Italia e che oggi ho l’onore di presiedere. Tutto questo è stato possibile grazie al generoso supporto di partners russi.
Questa mostra che speravo di poter inaugurare insieme con Carlo, è proprio come la immaginavano: piccola e preziosa. Si tratta infatti di una ‘piccola’ mostra di grafica, ‘preziosa’ perché permette di presentare anche alcune novità emerse durante le ricerche preparatorie, novità raccolte in questo catalogo pensato in chiave divulgativa. Ricerca e divulgazione sono state sempre due aspetti fondamentali dell’attività di Carlo che fin da giovanissimo, nemmeno ventenne, pubblicava nei quotidiani emiliani i suoi lavori su Leonardo.
Nel 1952, in occasione del Cinquecentenario della nascita di Leonardo, Carlo era qui a Vinci con il gonfalone di Bologna in rappresentanza del Comune. In quella occasione aveva portato in dono alla città toscana la riproduzione in oro del sigillo di Vinci, custodito in originale a Bologna. Carlo spesso diceva che sarebbe stato l’unico sopravvissuto in grado di partecipare anche al Cinquecentenario della morte di Leonardo e mi piace pensare che con lo spirito oggi sia qui con noi. Poter inaugurare la Fondazione con una mostra che ha l’onore di fregiarsi del logo del Comitato Nazionale per le Celebrazioni per la morte di Leonardo mi rende inoltre particolarmente fiera.
Tutto questo è stato possibile grazie alla preziosa guida della nostra direttrice, Annalisa Perissa Torrini, che è stata per me un grande sostegno e ha magistralmente coordinato il lavoro, altrettanto prezioso, di Margherita e Sara.

Rossana Pedretti
Presidente della Fondazione Pedretti



IL CATALOGO dell’esposizione Leonardo disegnato da Hollar inaugura una nuova collana dedicata agli eventi e agli studi realizzati dalla Fondazione Rossana e Carlo Pedretti, ispirandosi a colui che più d’ogni altro studioso ha approfondito la conoscenza di Leonardo e la divulgazione della sua opera in Italia e nel mondo, Carlo Pedretti. A lui si deve l’idea, di circa un decennio or sono, di valorizzare le trentun incisioni di Wenceslaus Hollar che acquistò negli anni cinquanta del Novecento, rari esempi dell’interesse per i disegni di Leonardo nel Seicento. Fondamentale è il ruolo delle incisioni da disegni per la diffusione delle caricature di Leonardo, che sono state i suoi disegni più incisi fin dal XVII secolo.
Leonardo non si è mai dedicato alla pratica del bulino e dell’acquaforte, anche se nel Codice di Madrid II, f. 119r Del gittare in istampa questa opera descrive una particolare tecnica di acquaforte a rilievo, che forse pensava di usare per pubblicare i suoi trattati mai realizzati. Né si preoccupò di far tradurre a stampa le proprie opere, come fece invece Raffaello con Marcantonio Raimondi. Alcune stampe, tuttavia, cominciarono a circolare sull’inizio del Cinquecento, riferibili ai monumenti equestri Sforza e Trivulzio e soprattutto al Cenacolo, l’opera maggiormente incisa, seguita dalla Battaglia di Anghiari.
Solo dalla metà del Seicento l’interesse degli incisori si indirizza verso i disegni del maestro di Vinci, proprio a partire dalle incisioni di Wenceslaus Hollar, che assicura la popolarità delle caricature leonardiane, seguito poi da Spencer (1669), e, nel Settecento, dal conte di Caylus (1730), da Stefano Mulinari (1775) e da C. Giuseppe Gerli (1784).
L’incisore boemo riprende anche alcuni particolari di studi anatomici, quali i crani delle collezioni reali inglesi. Ma soprattutto estrapola i profili di uomini, teste caricate, teste bizzarre e teste grottesche da diversi disegni di Leonardo, in numero di tre, quattro e anche di più, unendoli in una singola incisione, mantenendo in alcuni casi, come propongono gli studi condotti in quest’occasione, il rapporto 1:1. La scelta di Hollar spesso associa il giovane con il vecchio e il brutto con il bello, riflettendo il pensiero di Leonardo sulla bellezza e sulla bruttezza, espresso in modo eccelso dalle sue parole: il pittore è signore d’ogni sorte di gente e di tutte le cose. Se ’l pittore vol vedere bellezze che lo innamorino, lui è signore di generarle, e se vol vedere cose mostruose che spaventino, o che sieno buffonesche e risibili, o veramente compassionevole, lui n’è signore e dio (Libro di Pittura, § 13, f. 5r).
Due disegni di Leonardo della Biblioteca Ambrosiana, renderanno degna testimonianza della stretta relazione tra le incisioni e i disegni, esposti vicini a esemplare confronto, piuttosto raro e importante per la conoscenza della grafica. Un altro esplicito accostamento è instaurato tra due disegni di Francesco Melzi della Elmer Belt Library di Los Angeles e le incisioni di Hollar.
Con Leonardo il mondo occidentale inizia il viaggio dell’uomo al centro del mondo, mirabilmente espresso nell’Uomo Vitruviano, e in contemporanea anche quello al centro di se stesso, come nei suoi introspettivi ritratti, caricature e grottesche.



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